Le origini del CAMPER PURO

I primi spostamenti dell’uomo di cui abbiamo ampia documentazione, avvenivano utilizzando carovane o carri, mezzi necessari per il trasporto di tutto ciò che serviva per la sopravvivenza ed il commercio lontano da casa. Questo tipo di locomozione suscitò in seguito grande interesse per le possibilità “ricreative”.

Gli attuali “camper puri” o “van-camper”, ne esprimono l’evidente derivazione.

Si tratta di automezzi di tipo monovolume e furgoni dei quali viene in gran parte mantenuta la carrozzeria di serie e successivamente realizzato l’allestimento interno, dotandoli di isolamento termico, arredamento, impiantistica, necessari alla vita a bordo.

Possono essere dotati di un tetto rialzato di serie o modificato dall’allestitore, oppure di un “soffietto” ovvero di un tetto, generalmente in vetroresina, che può essere alzato dall’interno, rimanendo incernierato su un lato, oppure sollevato completamente. Le pareti di solito sono costituite da materiale flessibile tipo tenda da campeggio (chiamato anche pop-up). In tal modo i passeggeri possono alzarsi in piedi ed è possibile avere un letto basculante al posto della mansarda.

Generalmente i van hanno dimensioni inferiori rispetto alle altre tipologie di camper, hanno una maggiore velocità media di viaggio, dovuta anche alla maggiore maneggevolezza nel traffico e nella circolazione e sono meno avidi di carburante.

Pur avendo vivibilità inferiore agli altri, sono apprezzabili per le loro performance e guidabilità più assimilabili a quelle degli autoveicoli tradizionali.

I primi esempi di camper sono state le trasformazioni artigianali di automezzi finestrati di serie, con la sostituzione dei sedili e generalmente degli interni con mobiletti e arredi notte.

Famosi negli anni settanta e immortalati in molte realizzazioni cinematografiche, i primi automezzi “camperizzati” vennero derivati dalla meccanica di furgoni  (principalmente, ma non solo, Volkswagen) e sono considerati quasi un’icona della generazione dei figli dei fiori.

Ancora oggi molti appassionati “inventano” soluzioni particolari, partendo ad esempio dalla meccanica di vecchi autocarri o di vecchi autobus e creando delle realizzazioni molto curiose. Diversi operatori qualificati sviluppano progetti e realizzano trasformazioni “su misura” per ogni automezzo (come ad esempio, Westfalia), oltre alla riduzione di pesi ed ingombri, ottimizzano lo sfruttamento degli spazi e massimizzano le caratteristiche di mobilità e di vivibilità.

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